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10/12/2018

"Monumenti" in ceramica e cartapesta per raccontare Napoli

Nel cuore della Napoli antica, all'interno del chiostro piccolo della Chiesa di Santa Caterina a Formiello, 23 colonne maiolicate ergono corpi monumentali per raccontare vere e proprie storie di umanità.

È a queste figure che Liu Jianhua - uno degli artisti cinesi più rappresentativi della scena contemporanea - rende omaggio con “Monumenti”, l’opera site specific, curata da Demetrio Paparoni e realizzata per la Fondazione Made in Cloister.

Monumenti è il frutto dell’incontro tra l’artista e il quartiere popolare e multietnico di Porta Capuana, dove, nel corso di un soggiorno a gennaio 2018, Liu Jianhua è entrato in contatto con i migranti che da anni abitano e ibridano culturalmente il territorio, e con gli artigiani locali della ceramica e della cartapesta.

Un’installazione che infatti unisce la tradizione locale e la Cina anche grazie ai materiali impiegati. Le sculture a grandezza naturale raffiguranti persone autentiche, sono realizzate in cartapesta dall’artigiano Carlo Nappi e poggiano su altrettante strutture monumentali alte circa 2 metri come grandi piedistalli, rivestiti in ceramica pennellata a mano dai maestri decoratori della Ceramica di Vietri Francesco De Maio. In particolare, le basi sono state ricoperte da maioliche 13x13cm: ogni facciata adotta un colore diverso per un totale di 92, ispirandosi ai maestosi mosaici ​antichi largamente utilizzati nella Napoli dell’700 per adornare le antiche chiese e le dimore private ​​dei nobili.

Tutto intorno all’installazione, 2.000 fiori di porcellana bianca di Capodimonte la cui delicatezza evoca la fragilità delle vite dei migranti, realizzati dall’artista nella bottega dell’artigiano Pasquale De Palma.

Siano lieti di sostenere la realizzazione di Monumenti, piedistalli per corpi che per la prima volta un’artista come Liu Jianhua ha reso protagonisti dando loro volti e vocedice Patrizia Famiglietti, Art Director della Ceramica Francesco De MaioNel mio primo incontro con Liu Jianhua mi disse che di Napoli conosceva solo Pompei e il calcio, ma sicuramente durante il suo soggiorno qui avrà avuto la possibilità conoscerla e di apprezzarne, come recita la nota canzone di Pino Daniele, i suoi 1.000 colori. Riportare in ceramica tutti i colori di questa Napoli vera non è stato facile. Ma la componente umana delle nostre lavorazioni ha ampiamente contribuito a realizzare le 92 nuances pennellate a mano dai nostri maestri decoratori.”

La mostra, aperta al pubblico lo scorso 8 dicembre, resterà visitabile fino al prossimo 21 marzo 2019.