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08/02/2019

Cresce il BIM: i dati CRESME e CNAPPC

Il trend di crescita dei bandi BIM sembra destinato a consolidarsi nei prossimi anni. Questo, non solo per via della normativa vigente, bensì anche grazie alla progressiva trasformazione culturale che sta interessando il mondo del progetto a 360°. In alcuni casi, infatti, la “rivoluzione” BIM è partita prima ancora della sua obbligatorietà. 

A confermarlo sono i dati raccolti dall’Osservatorio BIM che il CRESME ha avviato in collaborazione con il Consiglio Nazionale degli Architetti: nel 2018 l’ammontare delle gare di progettazione in BIM è salito a 246 milioni di euro, contro i soli 36 milioni nel 2017, registrando una crescita pari a 8 volte e una forte accelerazione nel quarto trimestre quando si sono toccati gli 80 bandi per 163 milioni di euro. Nel primo semestre 2018, inoltre, la percentuale del valore delle progettazioni in BIM sul totale dei bandi di progettazione è stata del 12%; nel secondo semestre del 20%; nel quarto trimestre del 30%.

Sul fronte della committenza, nel 2018 si distinguono le Amministrazioni pubbliche centrali per numero di gare (172, per un importo di 82,7 milioni di euro, su 291 gare totali) e le Regioni per importo (9 gare per 35,5 milioni di euro). Si distinguono anche i gestori di servizi pubblici: con 22 gare e 71,5 milioni di euro svolgono un ruolo importante nella crescita del BIM. Circa i Comuni, sono 31, per 12,5 milioni di euro, quelli che hanno scelto il BIM.

Nell’ambito delle Amministrazioni centrali spicca l’Agenzia territoriale del Demanio; tra le Regioni spiccano i 6 bandi dall’ammontare di 32,6 milioni indetti dalla Regione Campania e il bando dell’importo di 235mila euro dalla Regione Basilicata per i servizi di progettazione per il completamento, adeguamento ed ampliamento del Presidio Ospedaliero Villa D'Agri, 1° stralcio funzionale.

Per quanto riguarda la distribuzione territoriale per macro area, si registra una domanda diffusa su tutto il territorio nazionale (sono rappresentate tutte le macro aree geografiche), ma con un ruolo importante del Sud con 94 bandi e 87,2 milioni di euro messi in gara.

Dal 1° gennaio 2019 è peraltro diventato obbligatorio, per le stazioni appaltanti e gli operatori economici, l’uso dei metodi e degli strumenti elettronici specifici, quali quelli di modellazione informatica per l’edilizia e le infrastrutture, nelle fasi di progettazione, costruzione e gestione dei lavori complessi di importo a base di gara pari o superiore a 100 milioni di euro. Un’obbligatorietà che crescerà con le seguenti dinamiche negli anni successivi:

  • dal 2020 per i lavori complessi oltre i 50 milioni di euro;
  • dal 2021 per i lavori complessi oltre i 15 milioni di euro;
  • dal 2022 per le opere oltre i 5,2 milioni di euro;
  • dal 2023 per le opere oltre 1 milione di euro;
  • dal 2025 per tutte le nuove opere pubbliche.