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13/02/2017

Posata la prima pietra del nuovo Centro di eccellenza in chirurgia pediatrica firmato Renzo Piano

Il 10 febbraio, a Entebbe, è stata posata la prima pietra del nuovo progetto di Emergency in Uganda: un Centro di eccellenza in chirurgia pediatrica che sorgerà sul Lago Vittoria, a 35 km dalla capitale Kampala. A farlo, il medico Gino Strada e il noto architetto Renzo Piano, insieme al Presidente ugandese Museveni e al ministro della Sanità Jane Ruth Aceng.

L’ospedale di Entebbe sarà il secondo Centro di eccellenza della rete, dopo il Centro Salam di cardiochirurgia di Khartoum, Sudan.

Chiamato a curare il progetto che sorgerà su un lotto di terreno donato dal Governo ugandese, lo studio Renzo Piano Building Workshop, con la collaborazione di Tamassociati, la progettazione strutturale di Milan ingegneria e la progettazione impiantistica di Prisma engineering.

“Quando Gino Strada mi ha chiesto di partecipare a questa nuova sfida di Emergency non ci ho pensato due volte, ho detto immediatamente sì! Questo ospedale sarà un modello di eccellenza medica, sostenibilità ambientale, indipendenza energetica e armoniosa distribuzione dello spazio. Vogliamo utilizzare le risorse della terra, l’acqua e il sole, i migliori traguardi della modernità, quelli veri.” racconta Renzo Piano. “La vegetazione sarà l’orizzonte dei piccoli ospiti, gli alberi come metafora del processo di guarigione”.

Con 3 sale operatorie e 78 posti letto, l’ospedale sarà anche un centro di formazione di giovani dottori e infermieri provenienti dall’Uganda e dintorni.

Sarà costruito in terra pisè, una tecnica di costruzione tradizionale che utilizza la terra cruda, garantendo un’inerzia termica che manterrà costanti la temperatura e l’umidita nell’edificio. Il metodo sarà supportato in particolare dai leganti di ultima generazione forniti da Mapei, una tra le numerose aziende che hanno aderito all’importante iniziativa sociale. Sviluppati e ottenuti dopo oltre tre anni di ricerca presso il laboratorio di R&S di Milano, consentiranno di apportare maggiori versatilità e durabilità a una tecnica tradizionalmente in uso da secoli ma che, grazie all’innovazione della chimica nell’edilizia, assume un nuovo ruolo nei grandi progetti attuali.

Particolare attenzione sarà posta all’aspetto ambientale: il centro avrà un impianto di circa 2600 pannelli solari fotovoltaici in copertura per soddisfare il fabbisogno energetico.