Progetti

13/03/2020

Uva d'oro, Modena: il cotto umbro si riscopre non convenzionale

Un locale che intercetta le nuove tendenze d’interior, facendo leva su effetti materici inediti che tuttavia strizzano l’occhio alla tradizione.  

È il caso di Uva d'oro, un ristorante dalla forte connotazione design situato nel cuore di Modena, a soli 150 metri dal Duomo. L’esperienza gastronomica è cullata da ambienti raffinati e suggestivi capaci di calare i clienti in una dimensione domestica in cui pulsa una forte vena stilistica a metà tra contemporaneo e vintage.

Lo spazio deve la sua attuale anima al recente intervento di ampliamento e restyling condotto dallo studio modenese Martino Design, che si è affidato a Stepping Stone, showroom di progettazione ricerca e sviluppo di materiali e superfici situato a Bologna, per la selezione di materiali di alta qualità. Da sempre, infatti, la mission del team bolognese è quella di affiancare il professionista nella scelta di soluzioni materiche nuove e sperimentali, dall’alto valore estetico. Un obiettivo che si concretizza nella ricerca costante su tutto il territorio italiano ed estero di materiali lavorati secondo la tradizione.

L'intervento

La sfida raccolta da Stepping Stone ha avuto come obiettivo trasmettere e imprimere un’armonia di colori, sensazioni e matericità a tutto il locale ed è partita con l'individuazione di un materiale naturale, capace di dialogare con la pavimentazione in legno già presente. La scelta è ricaduta su un'originale linea di cotti umbri disegnata dallo studio bolognese stesso: un cotto tondo, uno a stella e uno quadrato. Lavorazioni, frutto della collaborazione con un piccolo laboratorio artigianale di Castel Viscardo, località ricca di argilla, dove il cotto è ancora realizzato secondo la tradizione medievale.

Le scelte per la pavimentazione

Dopo diverse prove, Stepping Stone ha optato per il classico colore dalle tonalità giallo/rosa del cotto umbro, scegliendo, sotto consiglio dell'architetto, una posa non convenzionale. Si è deciso di posare il tondo a rovescio mantenendo la posa della stella dritta: una soluzione veicolo di interessanti e inaspettati risultati. Da una parte ha inciso con eleganza sulle variazioni cromatiche tra i due lati delle formelle, dall'altra ha permesso di esaltare le potenzialità e le origini di un materiale che evoca esperienze antiche e secolari. Il cotto posato a rovescio, infatti, ha richiesto un particolare intervento dell'artigiano che ha così impresso sulla superficie della materia il vigore e la corporeità irripetibile della lavorazione a mano.

Le scelte per la parete verticale

È stata, invece, una variazione di tema a guidare il rivestimento dell'intera parete verticale. Utilizzando lo stesso materiale, ma con una forma quadrata, si è arrivati a smontare un'interpretazione tradizionale del cotto ottenendo così una parete dall’effetto scenico: 40 metri quadrati di cotto 10*10. L’elemento estetico del materiale in questo caso è stato anche accentuato dal tipo di posa senza stuccatura che ne esalta la naturalezza.