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08/03/2021

A Lina Bo Bardi il Leone d'oro speciale alla memoria

Sarà attribuito a Lina Bo Bardi, architetta, designer, scenografa, artista e critica italiana naturalizzata brasiliana, il Leone d’oro speciale alla memoria della 17. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, che aprirà al pubblico sabato 22 maggio 2021 (preview 20 e 21 maggio).

"Se esiste un architetto che meglio di ogni altro rappresenta il tema della Biennale Architettura 2021 questa è Lina Bo Bardi." ha spiegato Hashim Sarkis, curatore della Biennale Architettura 2021. "La sua carriera di progettista, editor, curatrice e attivista ci ricorda il ruolo dell’architetto come coordinatore (convener) nonché, aspetto importante, come creatore di visioni collettive. Lina Bo Bardi incarna inoltre la tenacia dell’architetto in tempi difficili, siano essi caratterizzati da guerre, conflitti politici o immigrazione, e la sua capacità di conservare creatività, generosità e ottimismo in ogni circostanza. Tra le sue opere spiccano edifici imponenti che con il loro design coniugano architettura, natura, vita e comunità. Nelle sue mani l’architettura diviene effettivamente una forma di arte sociale capace di favorire l’incontro. L’esempio più alto di questa attitudine è il progetto del Museo di San Paolo, emblematico per la sua capacità di creare uno spazio pubblico per l’intera città, di realizzare spazi interni flessibili e di essere adatto a ospitare esposizioni sperimentali e inclusive, come quelle della stessa Bo Bardi. I titoli delle mostre che vi si sono svolte (“The House as Soul”, “The Dignity of Architecture”, “The Hand of the Brazilian People”) valgono da soli a illustrare molto efficacemente la capacità dell’architettura di unire le persone. Il Leone d’oro speciale alla memoria a Lina Bo Bardi rappresenta il riconoscimento, dovuto ormai da tempo, di una prestigiosa carriera sviluppatasi tra Italia e Brasile e di un contributo volto a riconsiderare il ruolo dell’architetto come facilitatore della socialità. Rappresenta infine il tributo a una donna che rappresenta semplicemente l’architetto nella sua migliore accezione."

Achillina Bo, detta Lina, nasce a Roma nel 1914. Laureata in architettura nel 1939, si trasferisce a Milano dove incontra Gio Ponti. Nel 1944 è co-direttore di Domus con Carlo Pagani e con il sostegno di Bruno Zevi creò il settimanale A - Attualità, Architettura, Abitazione, Arte.

Nel 1947 Lina si trasferisce in Brasile con il marito Pietro Maria Bardi. Tra il 1957 e il 1969 realizza il Museu de Arte de São Paulo (MASP): un grande parallelepipedo di calcestruzzo e vetro che diventerà uno degli edifici più iconici dell’architettura paulista brasiliana. Tra i progetti più noti vi è la sua abitazione di São Paulo, la Casa de Vidro, una scatola di vetro modernista costruita su una collina immersa nella foresta tropicale. Tra il 1977 e il 1986 realizza il SESC - Fábrica da Pompéia, gigantesco centro sociale, ricreativo, culturale e sportivo. Tra il 1980 e 1994 lavora al Teatro Oficina sovvertendo le gerarchie spaziali del teatro borghese. Quella di Lina Bo Bardi è stata l’architettura dell'impegno civile, un’architettura intesa come servizio collettivo, libera dai dettami di una scuola di pensiero; un'architettura moderna e antica allo stesso tempo, popolare, vernacolare e colta, artigianale e non industriale, rispettosa delle tradizioni ma anche innovativa. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1992, il ricordo e il riconoscimento della sua attività è affidato alle cure dell'Instituto Bardi.

Il riconoscimento a Lina Bo Bardi sarà celebrato sabato 22 maggio 2021 nel corso della cerimonia di inaugurazione della Biennale Architettura 2021. In passato il Leone d’oro speciale alla memoria era stato attribuito all’architetto giapponese Kazuo Shinohara nel 2010, su proposta di Kazuyo Sejima, curatrice della Biennale Architettura di quell’anno. L’opera di Lina Bo Bardi era stata presentata alla Biennale Architettura del 2010 in una sala del Padiglione Centrale ai Giardini. In occasione della Biennale Architettura 2004, inoltre, le era stata dedicata una mostra a Ca’ Pesaro nella sezione Metaeventi.