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12/11/2020

La modularità LAGO entra nella Casa degli Artisti in Brera

Costruire nuovi linguaggi compositivi che assecondano anche il mondo dell’arte e della cultura è uno dei principali obiettivi con cui LAGO ha arredato uno degli 11 atelier di Casa degli Artisti*, un nuovo polo culturale nel cuore di Brera a Milano dal forte respiro internazionale, aperto a tutte le forme di espressione artistica.

Casa degli Artisti è un luogo di circuitazione per le arti, una fucina creativa in grado di ripensare in chiave attuale il rapporto tra committenza, produzione e formazione, dove il noto brand contemporaneo di design ha progettato alcuni interior per celebrare il contrasto tra contemporaneo e industriale. Qui, gli iconici arredi LAGO, scelti sui toni accesi del giallo e dell’ottanio, in contrasto con il Wildwood ancestrale dei tavoli e con il vetro extrachiaro delle librerie, dialogano con un’architettura industrial perfettamente conservata, caratterizzata da mattoni a vista, travi in acciaio e soffitto in cemento armato – il primo realizzato in Italia - conferendo armonia e originalità all’ambiente, valorizzando al contempo il patrimonio storico e artistico di Casa degli Artisti.

Ad arricchire lo spazio sono stati scelti divani Slide, poltrone Lastika, librerie Air, sedute Obeliscus e poltrone Huggy, mentre un sistema di tavoli Air affiancati, che alternano piani in Wildwood e piani laccati in ottanio, costituisce il cuore dell’atelier. La modularità del design LAGO, consente peraltro agli arredi di assumere disposizioni e composizioni differenti a seconda delle necessità e della destinazione d’uso dello spazio.

*Casa degli Artisti nasce nel 1909 su iniziativa dei Fratelli Bogani, mecenati innamorati dell’arte, per ospitare laboratori e atelier. Dopo le alterne vicende storiche della prima metà del Novecento, la Casa diventa di proprietà del Comune di Milano e alla fine degli anni Settanta, la presenza di artisti di fama internazionale dà nuovo slancio artistico alla residenza. Nel 2007 la Casa viene sgomberata, ma nel 2015 inizia il percorso di riqualificazione a cura del Comune di Milano che riporta l’edificio al suo aspetto originale, con le pareti intonacate di bianco e le ampie vetrate affacciate sulla via pedonale di accesso a corso Garibaldi. A febbraio 2020, dopo 110 anni dalla sua fondazione, ha riaperto al pubblico, diventando uno spazio di scambio tra i diversi attori dell’arte, della società e dell’impresa, accogliendo artisti nazionali e internazionali ed eventi culturali.