Progetti

25/11/2019

Un volto nuovo per via Pirelli

A Milano in via Pirelli, nei pressi della stazione Centrale, è stata ristrutturata la facciata di un edificio costruito nel 1958: un palazzo dalla linea progettuale fortemente improntata allo schema razionalista del dopoguerra, in grado di caratterizzare molti degli stabili adiacenti, tra cui lo stesso grattacielo Pirelli.

Da prima adibito ad uso abitativo, l’edificio è stato trasformato negli anni successivi ad uso ufficio sfruttando una pianta particolarmente equilibrata e simmetrica, idonea a restituire ampi spazi illuminati da numerose finestre disposte lungo i due lunghi affacci rivolti verso sud-est e sud-ovest.

I due nuclei scala simmetrici erano stati studiati con particolare cura per essere funzionali con minimi spazi di ingombro. Nel corso degli anni sono stati rivestiti all’esterno con pareti vetrate dalle linee curve che li rendono ancora oggi attuali.

L’intera opera di ristrutturazione, coordinata dall’Ing.Raimondo Sciaky e affidata al Gruppo Di Falco Srl, si è conclusa nell’arco di circa 7 mesi ed ha interessato circa 7.000 mq di superficie, metà dei quali rivestita in tesserine ceramiche di colore bianco e metà in ceppo, tipica pietra lombarda utilizzata in lastre di alto spessore. Entrambe le scelte si sono dimostrate vincenti fatto salvo il fisiologico deterioramento dei materiali, che hanno portato al distacco di un numero sempre maggiore di tesserine ceramiche.

A differenza degli edifici adiacenti che hanno scelto rivestimenti tecnologici più avanzati, si è preferita una riqualificazione conservativa in grado di rinnovare questo grande stabile nel rispetto dello stile originale. Reperire oggi materiali e tecniche in uso che risalgono ad oltre 60 anni ha comportato impegno e ricerca, ma la solida volontà del condominio ha reso possibile la concretizzazione di questa scelta in controtendenza per l’area di appartenenza. 

Materiali e posa

Le tesserine del mosaico formato 3,2 x 3,2 cm spessore 2 mm, realizzate con pasta ceramica e caolino, furono posate ai tempi della prima realizzazione con estrema precisione tanto da risultare intere in tutte le specchiature ricavate tra un vano finestrato e l’altro. All’azienda Teamwork, specializzata nella produzione di piastrelle e mosaici custom made, è stata affidata la produzione di nuove tesserine di dimensione, forma e colore identiche a quella originale.

Grazie ad un apposito stampo e alla selezione di una serie di miscele a diversa concentrazione di caolino è stata così raggiunta la gradazione di bianco più simile all’esistente.

Visto lo spessore notevole dell’intonaco, si è scelta la strada della rimozione completa di tutte le tesserine assieme alla sola stabilitura, lasciando in essere l’intonaco bastardo ancora meccanicamente stabile e aderente alla muratura.

Dopo i necessari tempi di maturazione, sull’intonaco tirato al rustico civile sono state incollate le nuove tessere di mosaico con l’adesivo bianco Superflex K77 (C2 TE S1) di Litokol, particolarmente elastico in classe S1, requisito indispensabile viste le altezze alle quali sono state posate buona parte delle tessere di mosaico.

La posa è stata affidata ad una squadra di artigiani molto esperta che ha saputo gestire le fughe tra le singole tesserine in modo da riempire le specchiature tra i vani finestrati senza ricorrere al taglio; questo anche grazie alle caratteristiche del collante di Litokol la cui tixotropia e tempo aperto hanno permesso di eseguire le registrazioni di posa in questa delicata fase di lavoro.

Di seguito è stata effettuata la stuccatura con Monomix Bianco Ghiaccio c.270 di Litokol scelto per le sue prerogative tecniche, per la perfetta sintonia cromatica con il colore delle piastrelle e per la stabilità di colore che il prodotto garantisce nel tempo.

La versatilità dei collanti Litokol si è evidenziata durante l’incollaggio delle piastrelle, eseguita a temperature e umidità relative molto diverse tra di loro, pur restando nel campo di variabilità contemplato dalla scheda tecnica del prodotto. La seconda parte dell’intervento ha riguardato la messa in sicurezza delle pesanti lastre di ceppo che integrano il rivestimento di facciata.